Fake news e cronaca: il caso Parolisi

Da più di un anno leggiamo articoli che raccontano di un’ imminente scarcerazione di Salvatore Parolisi.

In alcuni si ipotizza addirittura che sia libero. In altri ancora che il covid 19 avrebbe bloccato la procedura per la sua scarcerazione.

Ma è la verità?

Salvatore Parolisi è stato arrestato nel luglio del 2011 e successivamente condannato, con sentenza definitiva, a scontare 20 anni di reclusione per l’omicidio di Melania Rea.

Attualmente si trova ristretto nel carcere di Bollate e studia giurisprudenza.

Non vede e non sente la figlia dal momento dell’arresto.

All’interno dell’Istituto lavora e frequenta molti corsi. Pare non abbia mai ricevuto alcun richiamo o ammonimento in quanto rispettoso delle regole e delle norme del mondo carcerario.

Allo stato, nonostante il diffondersi di notizie di senso contrario, pare non abbia mai richiesto permessi premio né avanzato altre istanze per ottenere i benefici.

Tra qualche tempo potrebbe farlo, le norme glielo consentono.

Ci sono principi di carattere generale che, se ricorrono le condizioni, si applicano. Punto. Indipendentemente da chi sia il detenuto.

La reazione emotiva della famiglia della vittima che si lamenta dell’eventuale concessione delle misure alternative o permessi premio è comprensibile, tuttavia, occorre ragionare a mente fredda. La giustizia non ha nulla a che vedere con la vendetta. La pena deve tendere alla rieducazione del condannato e questa è l’unica via.


Con la concessione di misure alternative si cerca di facilitare il reinserimento del condannato nella società civile sottraendolo all’ambiente carcerario; è infatti noto che la recidiva si riduce nel caso di un condannato che abbia fruito di tali benefici. Ad ogni modo la concessione non è automatica, deve decidere il Tribunale di sorveglianza e vi sarà solo se il detenuto avra’ dato prova di aver compiuto dei progressi nel periodo detentivo e solo se vi siano le condizioni per un graduale reinserimento.


Ciò non toglie che ci sia vicinanza e solidarietà nei confronti dei familiari delle vittime.

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