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Colpa del destinatario se la casella PEC è piena

http://news.ilcaso.it/news_4826

E’ vero. Gli strumenti telematici ci aiutano … quando funzionano!
Tuttavia, dobbiamo usare una straordinaria diligenza nell’utilizzo degli stessi.
Per quanto concerne la casella PEC, dovremmo dotarci di un servizio automatico di avviso di imminente saturazione. Ciò perché se il mittente riceve il messaggio di “errore” per “casella piena” e il conseguente avviso: “il messaggio è stato rifiutato dal sistema”, la notifica della comunicazione sarà, correttamente, depositata in cancelleria e di conseguenza il difensore potrebbe non averne notizia.
Si ritiene, infatti, che la comunicazione inviata via PEC e non ricevuta per via di “casella piena” del destinatario, sia causa a lui imputabile.
L’ omessa verifica dell’effettiva disponibilità dello spazio disco a disposizione e l’inadempimento dell’obbligo di dotarsi di un servizio automatico che ci avvisi dell’imminente saturazione della casella può essere un grave problema.
Dunque, l’avvocato ha l’obbligo di garantire il corretto funzionamento e la regolare ricezione di messaggi di posta elettronica.
Premesso che penso sia corretto monitorare frequentemente la funzionalità della casella PEC,
sommessamente preferirei, anziché il deposito in cancelleria, la trasmissione della comunicazione via mail oppure a mezzo fax.
Io lo possiedo ancora.
Anche se oramai non si usa quasi più…

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