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Chi sono i SERIAL KILLER, gli SPREE KILLER e i MASS MURDERER? E’ possibile riconoscerli?Chi sono i SERIAL KILLER, gli SPREE KILLER e i MASS MURDERER? E’ possibile riconoscerli?

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Il libro del Prof. Vincenzo Maria Mastronardi e Monica Calderaro, “I killer di massa”, è molto illuminante sul punto.

Avremo il piacere di vedere ed ascoltare il famoso Psichiatra, Psicoterapeuta e Criminologo clinico, come relatore ad un webinar organizzato da Professional Speakers, Anai e Sprint in data 20 febbraio p.v. come da locandina allegata. Parteciperà all’evento anche il mio Collega, Avv. Ernesto Sarno.

Per dare un assaggio del libro (che tra i numerosi casi trattati cita anche quello di Pietro Maso, Erika e Omar e Charles Manson), e di quanto discuteremo al nostro incontro vi riporto alcuni stralci.

“I gesti criminosi compiuti dall’omicida di massa (mass murderer), sono espressione di una manifestazione improvvisa, subitanea e compulsiva di “furia distruttiva” e portano a conseguenze disastrose. Questa tipologia di omicidi è caratterizzata da rabbia, ostilità e frustrazione a volte incontenibili”.

Gli assassini multipli (multipli killer) sono così definiti se commettono o cercano di commettere almeno 2 omicidi.

Nel 1979 l’FBI (Federal Bureau of Investigation) classificò i soggetti responsabili di omicidio multiplo in base alle circostanze vittimologiche e alle modalità esecutive in 3 gruppi:
serial killer
spree killer
mass murderer.

 

Il serial Killer (o assassino seriale) per l’FBI era caratterizzato fino a qualche anno fa dall’esecuzione di delitti plurimi (3 o più vittime) con caratteristiche di mostruosità, intervallati da segmenti temporali più o meno lunghi; questo intervallo viene indicato in 7 fasi (nel libro vengono riportare). Oggi tutti gli studiosi, FBI compresa, sostengono che nel caso il killer venga arrestato prima del 3º delitto o se altre eventualità imponderabili gli impediscono di compierlo, siano sufficienti 2 omicidi, in luoghi differenti e con un intervallo emotivo a separarli, per giustificare l’appellativo di serial killer. Necessariamente, il soggetto deve entrare nell’ambito di una ciclica coazione a ripetere, senza riuscire più a smettere fino a che non venga fermato o lo stesso cessi di vivere, per un incidente o, spesso, suicida in seguito alla frammentazione del proprio Io.

Lo spree Killer (o assassino compulsivo) è l’autore di 2 o più delitti in tempi e luoghi diversi, ma consecutivi, come se obbedisse ha un solo progetto logico. Questi crimini hanno un’unica causa concatenate. Di solito lo spree killer non conosce le sue vittime e, dato che non nasconde le sue tracce, spesso lascia dietro di sé una lunga scia di sangue, perciò viene catturato facilmente.
Gli spree killer uccidono a caso e non si preoccupano di essere scoperti, poiché non hanno visione del proprio futuro.
Un buon esempio è mostrato nel film “Un giorno di ordinaria follia”, interpretato da Michael Douglas, dove il protagonista, un uomo con dei problemi psicologici, cerca di tornare a casa in tempo per la festa di compleanno della figlia: dopo un diverbio con un automobilista, inizia a compiere delitti lungo tutto il suo percorso, fino a trovare la morte per mano di un poliziotto.

La differenza sostanziale tra il “serial” e lo “spree” è che il primo vuole perpetrare i suoi gesti nel tempo, all’infinito, facendo attenzione a non lasciare tracce o comunque a non essere catturato.
Ha una visione del futuro, e vuole ripetere ciò che lo ha gratificato in una sorta di “orgasmo omicidiario”, godendoselo al meglio.

Questo avviene nella fase detta totemica, in cui, come nel caso di Jeffrey Dahmer, conservano parti del corpo della loro vittima come se fossero cimeli.
Lo spree killer non ha queste intenzioni, egli ammazza senza prospettiva alcuna per il suo futuro, come se il mondo o il suo tempo finissero in quel giorno.
Egli non avverte l’esigenza di fuggire, di nascondere ciò che ha fatto o di non farsi catturare.

Il Mass murderer (assassino di massa) uccide o tenta di uccidere diverse persone contestualmente nello stesso luogo.
Il soggetto non conosce le sue vittime, che per lo più sono scelte casualmente.
Le ultime ricerche e studi svolti in tale ambito sostengono che l’uccisione contestuale di 3 soggetti comporti già di per sé per la classificazione di mass murderer (Mastronardi e Palermo, 1998 – 2000 – 2021), mentre per il Federal Bureau ne sono necessari almeno 4, difatti coloro che uccidono fino a 2 vittime sono chiamati double killer, mentre in presenza di 3 vittime sono definiti triple killer.

I mass murderer, per essere considerati tali, non devono necessariamente riuscire ad uccidere, è sufficiente la volontarietà del gesto, quindi si prendono in considerazione anche i tentati omicidi che presentino il trittico esplosivo di cui sopra.
In concreto, questo criminale compie una strage, o almeno la tenta. In questo massacro dovrebbero essere coinvolte almeno 4 persone (ma secondo le moderne teorie ne basterebbero appunto meno di 4).
Per convenzione sono escluse le stragi di tipo terroristico, mafioso o di guerra, poiché determinate azioni sono dettate da motivi estrinseci e non da motivazioni intrinseche dello stragista, tipicamente non razionali.
Quindi, ogni qual volta questi eccidi hanno una motivazione riscontrabile nel reale – il che non li rende certo giustificabili- e non solo nella psiche del soggetto, non sono riconosciuti come stragi effettuate da mass murderer. Paradossalmente, una strage in guerra compiuta per fini personali, cioè con motivazioni insite nell’ esecutore e non per scopi bellici, comporterebbe la classificazione come azione di un mass killer.
Spiegandoci meglio: la strage sul lungomare di Nizza, compiuta con un pullman da un uomo apparentemente mosso da motivi religiosi, potrebbe a pieno titolo rientrare nella definizione di mass muder, in quanto il criminale era rimasto senza lavoro ed era stato lasciato dalla moglie. Praticamente, un terrorista fai da te, una persona che scimmiotta il terrorismo.

Le domande che ci poniamo sono:

È possibile prevenire tali atti distruttivi?

È possibile riconoscere in anticipo i segnali di pericolo?

Ci sono degli indizi per riconoscere un serial killer?

Come si comporta in famiglia?

A questo e a molto altro risponderà il Prof. Mastronardi nel nostro incontro.
Vi aspettiamo sulla piattaforma zoom!
Per info su costi e iscrizione mandare mail all’indirizzo roberto@sprintsrl.it

Avv. Maria Furfaro